RE-bus al 42° parallelo

ho fatto solo un giretto per sgranchirmi le idee e schiarirmi le gambe

Bottone

Salve!

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martedì, 11 aprile 2006
THE END

Sono partiti tutti e stavolta si chiude la partita e mi diparto anch'io. Sui partiti ci sarebbe un discorso a parte.

Saluto tutti riciclando il memento che mi ha lasciato oggi pomeriggio un'amica: SEI LA PERSONA PIU' IMPORTANTE DELLA TUA VITA E SEI L'UNICA CHE PUO' RENDERTI FELICE. Le frasi totalitarie mi guidano pazza e questa mi suona di un egotismo insopportabile. Ma sono in grado di riconoscere che ci sia del vero. Va be'.

Prendo congedo dallo spensierato registro kindergarten che abita tra gli aceri e forse riapparirò in un altro garden..., ma di un altro kind.

aggiornamento postumo:

e Daniela ne fece una mostra!

http://www.fanfaron.it/breakfast.htm

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domenica, 09 aprile 2006
Dartmouthiani a Bologna

Ciao a tutti!

Sono il matematico Giulio. Dopo essere tornato in Italia ed essere stato in peregrinaggio a Roma, Pisa, Genova e Milano (uff, che fatica, non ne posso più...) sono finalmente arrivato a Bologna ospite di Rebecca e mamma Marta. Ieri sono arrivati in stazione anche Zeke e la sorellina Lydia. In questo giorno di elezioni che mette insieme tutta l'Italia (o almeno una parte, quella dei co...) anche noi Dartmouthiani ci siamo riuniti per partecipare allo stage di tortellini della mamma Marta!

A parte tutto, che emozione rivedere Zeke alla stazione di Bologna dopo tanto tempo! E' stato proprio come nei film. Oggi, dopo la scorpacciata di tortellini e i due chili di gelato che sono avanzati ieri, andremo ai giardini a giocare a volleyball con le fan di Zeke, hemmm..., volevo dire le amiche di Rebecca.

Qui a Bologna sembra quasi di essere in un campus universitario. Uscendo con Massimo abbiamo incontrato tanti amici di Rebecca. Mi ricorda un po' Pisa. Voglio ribattezzare casa di Rebecca come la casa del popolo perché ieri tanti amici sono venuti qua (compresa la vicina Tiziana che si è anche unita stamattina allo stage di tortellini).

Un saluto a tutti!

Giulio

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mercoledì, 05 aprile 2006
DISTANZE CORTE

Diamo a Cesare quel che è di Caio Giulio e annunciamo che il B&B Mamma Marta &sons riapre i battenti per ospitare, forse da domani, il matematico Giulio!

Ormai la tappa bolognese rientra nel cursus honorum degli studenti Dartmouth che studiano italiano o hanno avuto a che fare con l'Italian Club... Nel frattempo Thrine è atterrata a Roma, dove resterà per i prossimi tre mesi, salvo qualche gita qui o altrove e Zeke arriverà qui con sua sorella Lydia questo fine settimana, dopo due giorni di public relations nella capitale. Manca solo Maud- l'avevo invitata, ma deve finire una sceneggiatura e non ha soldi- e il gruppo degli amanti del Connecticut river e dei pazzi della rope swing è completo!

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martedì, 04 aprile 2006
GEORGE BERNARD SHAW

Mi ero ripromessa di scrivere solo di riferimenti alla mia bolla esperienziale americana. Poi di fatto è capitato che abbia scritto anche di cose che non c'entrassero un beneamato tubo. E continuo a rimandare il resoconto di episodi che per me sono stati avvincenti. Mi ero suggerita anche di non contribuire ulterioremente alla chiacchiera da bar pre-elettorale che in generale si sfoga, ma su internet si sfrena. Stavolta, però, trascende ogni mio controllo! Anche io sono una specie un ubriaco che si attacca ai lampioni non per farsi illuminare, ma per farsi sostenere... [Pressappoco]

E qui possiamo recuperare la mia parentesi americana.

Mesi fa, dando ascolto a incoraggiamenti di varia estrazione, ho deciso di candidarmi per un dottorato in America. Ho scelto l'Università di Chicago, perché mi era stata segnalata come prestigiosa e conveniente ai miei interessi. Ho messo insieme il materiale e ho tentato la sorte, più come test che per vera passione. Circa dieci giorni fa è giunta la risposta: mi hanno accettata. Gli americani a cui l'ho detto giubilano, perché tutto ciò è tanto amazing e io sono such talented. Io, però, deambulo barcollante in cerca del lampione. Da un lato- μέν- è una bella soddisfazione essere considerati un "cervello meritevole di fuga" da parte di dotti che non sono stati persuasi da manini che io non ho; dall'altro- δέ- mi avvilisce che qui non si garantisca altrettale sistema di opportunità. E non parlo del trovare un lavoro tanto per trovarlo, ché quello si trova, ma del dover essere grati se si riescono a mettere insieme 1000 euro al mese con un contratto coccodè.

Primo: son donna, son precaria, ma non sono un'indecisa. Avrò altri legami con l'incompletezza- sto leggendo un libro non paradossale su tale paradosso-, ma chi voterò l'ho già deciso da mò!

Secondo: non sono un'indecisa, ma son donna e son precaria. Mi irrita che si valorizzino le donne a parole solo per esigenze momentanee. E' come fare il regalo alla maestra per avere un buon voto. O essere gentili e brillanti con una ragazza solo perché magari ci sta. Una donna vicepresidente? Le donne sono le risorse del paese? Sono solo ruffianate. Ma stiamo a vedere, non c'è niente di meglio che essere piacevolmente stupite.

Terzo: in francese ICI si dice taxe foncière communale. In inglese, local council property tax.

Quarto: basta, ho sonno. http://sonouncoglione.splinder.com

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cucù..., c'è nessuno? ...Quasi quasi sento l'eco delle mie stesse polpastrellate sulla tastiera! E quanta polvere sugli scaffali di un blog abbandonato...

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lunedì, 27 febbraio 2006
UNA STUDENTESSA OLIMPIONICA!

Ma che bello! Ho scoperto che conosco una delle atlete delle Olimpiadi di Torino: Libby!

Era una mia compagna di tedesco. Ma che dico? Era proprio la mia compagna di banco, visto che entrambe ci sedevamo sempre nelle retrovie al centro e finivamo puntualmente insieme quando capitavano gli esercizi a coppie! E' gentile, molto portata per il tedesco, modesta, con una voce flebile da fatina.

Non ha vinto, ma è stata brava lo stesso. Mentre scia lei sorride. Si vede dalle foto. E anche questa volta ha volato spruzzando polvere di neve, che è ciò che le piace fare sopra ogni cosa. Lei è il classico esempio americano di giovane promessa sportiva che ha delle facilitazioni al College in virtù dei meriti atletici. Libby, infatti, frequenta i corsi universitari soltanto durante il trimestre primaverile, perché in autunno e inverno si allena e compete. Mens sana in corpore sano, forse un pò più corpore, però va bene lo stesso. L'anno scorso si era fatta molto male cadendo durante una gara. Si era dovuta fermare per un pò in mezzo a tutte le paranoie che ciò comporta. Ciononostante si è qualificata anche alle Olimpiadi. Wunderbar Libby!

P.S.: il Dartmouth si è dichiarato molto fiero del fatto che fra gli atleti olimpionici ci fossero ben 14 suoi studenti, una rappresentanza maggiore di qualunque altro ateneo dell'Ivy League, che ha riportato 3 ori e 2 bronzi.

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americans

venerdì, 17 febbraio 2006

Buon compleanno Giulio!

Picture of 'The Mad Hatter's tea party'

A very merry unbirthday
To me?
To you
A very merry unbirthday
For me?
For you
Now blow the candle out, my dear
And make your wish come true
A very merry unbirthday to you

Postato da: nushu a 09:43 | link | commenti (1)

giovedì, 16 febbraio 2006

Buon Compleanno Ali!

Audrey Hepburn; Rechte: dpa

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domenica, 12 febbraio 2006

Birdly birthday Thrine!

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venerdì, 10 febbraio 2006
CHEERLEADER DELL'ETA' DELLA PIETRA

La mia Ketina arriverà a Roma il 1° aprile e non è uno scherzo ittico!

Ho saputo anche che la mia Ketina è diventata una sorella KKΓ. E neanche questo è uno scherzo.

Al Dartmouth, essere una kappa-kappa-gamma significa far parte della sorority delle ragazze belle e ricche. ...E' più vera la seconda caratteristica, anche se la mia Katie è carina.

Non me l'aspettavo. E' un pò vero che "noi non possiamo capire", perché la buca culturale di noi italiani è diversa da quella degli americani, come entrambe sono diverse da quella del barone di Munchausen, ma resto molto critica nei confronti di questo sistema sociale.

Per quanto riguarda la storia delle confraternite universitarie americane, rimando a wikipedia. Io mi limito a quello che ho visto io. Ho visto che la prendono MOLTO seriamente. Ogni autunno si svolge il cosiddetto rush, cioè la fase di selezione. E' un pò come cercar lavoro. Ci si veste un pò carine e si fanno delle selezioni che consistono in colloqui con delle più o meno coetanee già inserite nella sorority di turno, che ti squadrano da capo a piedi e hanno il diritto di porre anche domande personali. E poi è un pò come ai mondiali di calcio. Se ti giudicano sfigata, ti dicono grazie e arrivederci; se ti considerano cool, ti ammettono alla fase di colloqui successiva. In 3 o 4 tornate distribuite in 2 o 3 settimane si esaurisce questa fiera della superficialità. Poi, le elette fanno la pledge, pagano una quota associativa e... diventano amiche!

Bisogna considerare che gli americani sono tradizionalmente molto orgogliosi dell'università, come di qualunque gruppo o club, abbiano frequentato. D'altronde, quasi nessun americano studia dove vive, tutti scelgono un'università lontano da casa, come rito di iniziazione alla vita adulta- almeno secondo le loro illusioni- e si ritrovano in entità urbane artificiali- i campus-, lontani dalle famiglie e dagli amici d'infanzia. Perciò, le confraternite- le fraternities solo maschili, le sororities solo femminili, o le co-ed miste- fungono da facilitatori sociali. Non solo durante gli anni dell'università, tra l'altro. Spesso le confraternite sono molto potenti a livello politico-amministrativo e, anche a distanza di anni, si rivelano contatti utili per trovare lavoro- v. Micah che due mesi dopo la laurea già lavorava in Cina, grazie all'intervento di "un fratello anziano" e v. me, che non ho mai fatto parte di nessun club, neanche di briscola e ora ho tutto il tempo di darmi anche al ricamo...!-. E' una voce che rimane in evidenza nel curriculum per molto tempo. Infatti, tutti i Presidenti degli Stati Uniti, tranne due, hanno fatto parte di confraternite.

Ciò che mi dà fastidio è tutta l'idiozia che aleggia intorno a questi gruppuscoli. Si ispirano ai filosofi greci ed ecco perché sono tutte battezzate con lettere elleniche, ma i loro simposi consistono solo in partite di pong e anche se hanno una facciata di attività umanitaria, quando cala la sera si trasformano peggio dei licantropi e dimenticano ogni rispetto della sensibilità e, a volte, della dignità umana. Esempio ordinario: giovani ragazze si sentono in dovere di darla per non essere considerate disadattate e, magari, il giorno dopo non si ricordano neanche a chi l'hanno concessa, perché erano stordite dall'alcool. C'è bisogno di questo per diventare adulti? Secondo me, no.

Mi trovo d'accordo con la riflessione di un articolo che ho letto per caso girovagando in internet- perché non compro quel giornale-: È l'America che cerca conferme alle sue incertezze specchiandosi in un classicismo utopico, con l'illusione di legare l'ultimo impero al mondo degli antichi. [...] Le confraternite sono il romanzo di formazione delle élites americane. È il luogo dove si diventa grandi, con un addio all'adolescenza che passa attraverso il deragliamento di tutti i sensi.

Ma io farei un balzo ancora più indietro. Fino a Ötzi! Il nostro antenato di Similaun aveva svariati problemi di artrosi, carenze alimentari, alti e bassi professionali- mica facile la caccia!-. Sembra, però, che sia morto soprattutto a causa della solitudine. Non in senso esistenziale. Ötzi morì con le armi addosso lontano dal suo villaggio. Si suppone- gli antropologi lo fanno- che sia stato allontanato dal clan, dopo una furiosa colluttazione per motivi di donne e gelosia. In seguito alla sconfitta, è diventato un reietto. Gli furono lasciate le armi, in modo da potersi rifare una vita altrove, ma la Natura poteva essere ostile. Senza la protezione del clan, il singolo era spacciato. Durante l'età della pietra, d'accordo, ma adesso? E così si torna alla Paura, strumento magico su cui gira e rigira si basa la cultura americana odierna.

Conosco, però, una rarità che ha avuto successo al College e una vita sociale fitta, pur non avendo mai fatto parte di una confraternita: Zeke.

Postato da: nushu a 13:44 | link | commenti
americans, parallelismi

venerdì, 03 febbraio 2006

Ho voglia di vedere questo film. Non foss'altro per quello splendido fiume che si vede nel trailer e che mi riporta ai miei preziosi ricordi di piccoli momenti di serenità selvaggia.

 Colin Farrell and Q'Orianka Kilcher star in New Line Cinema's The New World

 L'attrice protagonista, Q'Orianka Kilcher ha un nome di origine quechua!

Postato da: nushu a 12:47 | link | commenti (5)
enterteinment

lunedì, 30 gennaio 2006
IL SOGNO DI GIULIO

Il matematico Giulio, laggiù nella terra degli aceri, ha fatto un sogno e l'ha dirottato qua nella contea dei tortellini.

-Caro Giulio, scusa se violo la tua privacy, ma è troppo bello e, come direbbe il Visconte di Valmont, ce n'est pas ma faute!-

L'altro giorno ho fatto uno dei sogni più strani "ever". Ero venuto negli

Stati Uniti con un biglietto di sola andata e alcuni amici di Pisa. L'idea

era di ritornare in Europa a nuoto con una bici (?!?). Ma non finisce qui,

per qualche motivo l'operazione sarebbe dovuta durare sulle 11 ore ma al

momento di "imbiciclarci" ho pensato all'acqua gelida del Titanic e al fatto

che nuotando trainando una bici probabilmente non sarebbero bastate 11 ore e

un certo istinto di sopravvivenza (come dice qualcuno proprio PAURA) mi ha

spinto a cercare di convincere i miei amici a prendere l'aereo. Alché loro si

sono opposti deridendomi e facendomi venire sensi di colpa al punto che il

trasalire emotivo mi ha fatto svegliare in preda ad un certo stato di panico.

Prova ne è che non ho dovuto neanche sforzarmi per ricordare questo sogno. E'

rimasto lì. Dopo un po' credo di essermi messo a ridere. Nuotare per

l'Atlantico trainando una bici?!? Ma che idea...

...E farò di più! Gioco a fare la maga e lo interpreto!  Dunque dunque, abracadabra... analnatràc utvas betòd e... dexempò vederèx- quest'ultima son certa che nessuno la riconoscerà; quel film l'avremo visto in 6...-.

Tu parli di attraversare l'oceano in bicicletta. Nuotare in acque profonde- e direi che l'oceano lo è abbastanza- simboleggia un buon presagio: una volontà energica o un'amicizia fidata. Entrambe corrispondono a verità. Se, però, nuotare comporta fatica, significa stanchezza interiore o un amore non pienamente vissuto- qui scatta la Bonaccorti con "la lontananza sai è come il vento"...-. Ma qui tu fai piuttosto dell'hydrobike. I'm wondering, non è che ultimamente hai passato troppo tempo in palestra con Jared e Valentino? La bicicletta ha dei significati che non mi piacciono, quindi non te li dico. D'altronde tu rinunci a usarla, quindi siamo a posto. Poi c'è la paura! Pensi ancora alla rope swing? Comunque, il mio libro acquistato un tanto al kilo lustri fa per posta, forse con un tagliando di TV Sorrisi e Canzoni, dice: è un avvertimento prezioso, il sognatore sta facendo qualcosa di sbagliato oppure sta deviando dalla strada giusta! Esatto. Smettila di perdere i tuoi soldi giocando a poker con i matematici americani! Rispolvera piuttosto gli smorfiosi napoletani e gioca l'11 (il tuo tempo a disposizione), l'88(l'oceano) e il 90 (PPAURA) sulla ruota di Venezia (la città più acquatica). Oppure noleggiati THE LIFE AQUATIC e guardatela tranquillo sul divano mangiando palline di cioccolato. Andrà tutto bene.

Dívka na koštěti, 1971

Dal regno delle pentole incantate è tutto. A voi babbani la linea!

Postato da: nushu a 12:09 | link | commenti (3)
sleepy

domenica, 29 gennaio 2006

Una sera, Dheeraj, mia guida indiana- non spirituale, ma prossimamente turistica-, mi ha letto la mano e mi ha lasciato un responso sibillino:

ogni mattina per prima cosa guarda le tue mani

E' da un pò che lo faccio, visto che è già da un pò che me l'ha detto, ma ogni volta mi pongo la stessa domanda:

e quindi?

Postato da: nushu a 13:10 | link | commenti (2)

sabato, 21 gennaio 2006

auguri... :-)

TANTI AUGURI MASSIMO!

IL GATTO FUOCHISTA...

 

Postato da: nushu a 13:31 | link | commenti (1)
language

mercoledì, 11 gennaio 2006
BILANCIO: COSA SALVO E COSA BUTTO DELL'AMERICA CHE HO VISTO IO

STUDIO INTENSIVO: gli Americani sono oggettivamente più pratici e organizzati. Non si perdono in lauree fuori corso. Quando studiano una lingua straniera si buttano a capo fitto e anche i più testoni imparano a dire qualcosa.

STUDIO SUPERFICIALE: la preparazione di un 19enne americano, per quanto eccellente, è generalmente inferiore a quella di un europeo- per lo meno di un italiano-. All'università studiano cose che da noi si fanno già al liceo e cominciano ad approfondire, o ad ampliare, durante eventuali PhD.

ENTUSIASMO: sanno celebrare, incoraggiare, valorizzare come pochi altri. Dal patriottismo più spettacolare alla pacca sulla spalla + sorriso col sole dentro a chi finalmente pronuncia decentemente una parola difficile.

INDIFFERENZA: se ritengono di non avere alcun interesse nei confronti di qualcosa/qualcuno, non si accorgono di ciò/costui nemmeno in caso di profonda sofferenza- altrui, chiaramente-.

E' IL PAESE DELLE LIBERTA': storia e battaglie a parte, tutto è possibile, a tutti è concessa una possibilità, o la possibilità di una rivoluzione, o il privilegio di diverse rinascite.

E' IL PAESE DELLA REPRESSIONE: sessuale innanzitutto. E poi delle differenze, delle lacrime e della discussione.

LA NATURA E' BELLA E GRANDE: non sono dei gran ecologisti, è vero, ma hanno la fortuna di vivere in una terra di tesori. In America c'è tutto: deserti e ghiacciai, metropoli e sequoie, fiumi e autobus. E tutto lascia una sensazione di maestoso.

LA BELLEZZA E' RARA E SOTTOVALUTATA: ci sono molte più cose funzionali che cose belle. Loro si trincerano dietro a dei "Meglio comodo che bello", ma non si rendono conto che a volte il comodo può essere anche bello e che il piacevole può anche confortare.

LA VELOCITA': sanno canalizzare energie e risorse per risolvere le situazioni in breve tempo e con ottimi risultati.

LA VELOCITA': sono troppo svelti. Non conoscono il piacere della lentezza e non sanno gustarsi la soddisfazione dell'ozio.

IL CINEMA: loro hanno un'industria cinematografica, noi no. Loro investono e fanno sognare.

IL CINEMA: si ripete molto spesso.

IL RISPETTO PER LA CULTURA EUROPEA: tutti gli americani che ho conosciuto erano molto aperti e adoranti. Almeno verso Italia e Francia.

LA MANCANZA DI RISPETTO PER IL MONDO FUORI DAI LORO CONFINI: se una calamità o una violenza colpiscono una loro città, diventa una catastrofe psico-cosmica; se succede altrove, forse non se ne parla nemmeno- lo tsunami è arrivato anche a Calcutta, ma siccome l'India non ha accettato l'intervento delle onlus americane come lo Sri Lanka, quei danni, benché non minori, sono passati in secondo piano-.

I MIEI AMICI, IL CONNECTICUT RIVER, L'ARIA SECCA, L'A PERDITA D'OCCHIO, I FIDDLEHEADS, L'ESSERCI ANDATA

...GLI INEVITABILI BASSI, NECESSARIAMENTE SOVRASTATI DAGLI ALTI, CHE IN FONDO NON MERITANO DI ESSERE RICORDATI

Postato da: nushu a 20:51 | link | commenti (1)
americans, traveling, parallelismi

'Orca miseria, qui tutti fan bilanci di fine/inizio anno e io no!

Poiché in America ho letto pochissimo- non volevo legger in italiano per concentrarmi sull'inglese che, però, mi affaticava-, poiché non ho visto tanti film- a Hanover-New-Hampshire c'è un solo cinema e sorvoliamo sulla programmazione; in più ho dovuto proiettare dei gran film italiani già triti per me, ma non per i seguaci dell'Italian Club-, poiché di soldi ne ho messi da parte anche meno, posso solo fare un bilancio di impressioni.

Postato da: nushu a 19:52 | link | commenti

martedì, 10 gennaio 2006
MAINE

A new Prometheus, chained upon the rock,
   Still grasping in his hand the fire of Jove,
It does not hear the cry, nor heed the shock,
   But hails the mariner with words of love.

"Sail on!" it says, "sail on, ye stately ships!
   And with your floating bridge the ocean span;
Be mine to guard this light from all eclipse,
   Be yours to bring man nearer unto man!"

Così finisce la poesia "The lighthouse" di Henry Wadsworth Longfellow (1807-1882), nativo proprio di Portland, ME, come Stephen Edwin King, compagno di studi di Nathaniel Hawthorne e professore a Harvard. Questa poesia gli fu ispirata dal faro sull'oceano atlantico di Portland, dove io mi son bagnata solo i piedi, perché l'acqua puzzava troppo di pesce. Da lì il nostro road trip è ufficialmente cominciato, dove aver mangiato una lobster squisita e perfettamente carminio con zia Didi.

E' giusto riparlare dell'inizio verso la fine, no?

Postato da: nushu a 23:59 | link | commenti
americans, traveling, food

AMERICAN DREAM?

A proposito. E' notizia di questi giorni che nello Utah è stata vietata la proiezione del bel BROKEBACK MOUNTAIN perché "c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel tema di questa pellicola". Cosa? Un amore gay. L'amore tra due cowboy. E non è certo un problema di smitizzazione della grande icona di John Wayne. E' perché lo Utah è l'impero dei Mormoni. Non possono bere vino, ma possono sposare più donne. Non possono amare persone dello stesso sesso, ma possono sposare persone di quello opposto, fare dei figli per salvare le apparenze e vivere a casa solo tre mesi all'anno per poter trascorrere il resto del tempo in giro per il mondo con il vero amore segreto. Mi rendo conto che questo quadretto ricordi proprio la trama del film incriminato. ...Assomiglia tanto anche alla realtà, però...!

OGNUNO HA DIRITTO A VIVERE ISTINTIVAMENTE LA PROPRIA SESSUALITA'!

E comunque, restando in tema di cowboy, un'altra notizia di questi giorni è questa:

GRANO CANCEROGENO

Quindi, mangiamo KAMUT!

Postato da: nushu a 23:42 | link | commenti
enterteinment, americans

MAGNETIC POETRY

Per esempio,

che ne è stato delle calamite di Giulio?

Sono vitali eccome. Abitano sul mio frigo ed ecco cos'hanno ispirato fino ad ora- con l'autore tra parentesi-:

I love romantic passion (Gabriella)

I like champagne (bimbo Alex)

Taste the shallot dinner (Mauro)

Can I give you a kiss? (mamma Marta)

Come lust under his tiny warm laugh (Derrick)

Join me and find pleasure in the morning sky (John, suo moroso)

quelle di Viviana:

I look for fun places to marry the fire moon

A rose is a naked wedding between wild wind and sacred soul

We cherish you gentle & sweet woman

Strong candy could drench the delicious paradise island (Nancy)

You will have to play (Roberto)

Some frolic here and flicker

                 glisten

                         touch life (Thrine, la più poetica)

My blood lay like strong eternal light near its bouquet (Zeke)

e poi le mie!

We feel drunk of a pink fever

A turquoise man cuddles his finger with burning wine

Beauty is a magnificent ocean with a chocolate tongue

But let hair explore honey

Postato da: nushu a 22:19 | link | commenti
language

LA DODICESIMA NOTTE

Dopo l'Epifania, il sole riprende vigore e comincia a irradiare sempre più luce. Il 6 gennaio era la data paleoegizia del solstizio d'inverno, oltre che il compleanno della mia mamma! Esattamente quel che ci vuole per gli svolazzi di foglie d'acero dell'anno scorso rimasti indietro.

Postato da: nushu a 21:53 | link | commenti (1)

 

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